31 ottobre 2011

Svelato il motore delle stelle

Il motore che alimenta le stelle non ha piu' segreti. Per la prima volta le teorie sui meccanismi che lo alimentano sono state ''toccate con mano'' grazie ad un esperimento internazionale i cui rivelatori si trovano in Italia, nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn)
L'esperimento si chiama Borexino ed e' una collaborazione internazionale fra tre gruppi dell'Infn, tre universita' statunitensi, e altri gruppi tedeschi, russi, francesi, polacchi, coordinata dall'italiano Gianpaolo Bellini di universita' di Milano e Infn.
Dopo i risultati straordinari sul superamento della velocita' della luce, a stupire sono ancora una volta i neutrini studiati sotto la roccia del Gran Sasso. Questa volta i neutrini non sono quelli ''spediti'' dal Cern di Ginevra, ma quelli prodotti dal Sole. Sono neutrini di bassissima energia prodotti dalla fusione nucleare che alimenta le stelle e per la prima volta hanno permesso di dimostrare l'esistenza delle reazioni nucleari che avvengono nel cuore delle stelle, ipotizzate da molto tempo ma finora mai dimostrate.
La reazione osservata nell'esperimento si chiama ''reazione nucleare dominante'' (nota anche come catena protone-protone, o pp). In essa i nuclei di idrogeno si fondono dando vita al deuterio e portano la temperatura nelle stelle fino a dieci milioni di gradi. Nelle stelle piu' grandi del Sole, invece, la stessa reazione non produce abbastanza energia per contrastare la forza gravitazionale della materia stellare e farebbe implodere la stella su se stessa. A evitare il collasso e' un altro ciclo di fusione nucleare che coinvolge nuclei di carbonio, azoto e ossigeno e fa impennare la temperatura delle stelle oltre 18 milioni di gradi. Se questo ciclo, chiamato Cno, non esistesse, le stelle sarebbero molto piu' rare e l'universo decisamente piu' buio.
La prova che queste reazioni sono proprio quelle che fanno ''accendere'' le stelle e' venuta dalla misura di una reazione ''figlia'', fatta attraverso l'analisi dei neutrini che provengono dal Sole. E' stato possibile perche' la fusione nucleare che avviene nelle stelle produce una grande quantita' di neutrini a bassissima energia che in parte raggiungono la Terra, molto difficili da rivelare. Posto nelle caverne sotterranee dei Laboratori del Gran Sasso, sotto 1,4 chilometri di roccia, l'esperimento Borexino e' oggi l'unico al mondo in grado di misurare in tempo reale i netrini solari, annullando ogni altro disturbo. La roccia assorbe infatti i raggi cosmici, mentre le tecnologie sviluppate dall'esperimento permettono di sopprimere le tracce di radioattivita' a livelli mai ottenuti fino ad oggi. In questo modo e' possibile schermare l'esperimento e far emergere i deboli segnali prodotti dai rarissimi urti dei neutrini con la grande massa di materiale del rivelatore.
fonte: ansa.it

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