28 novembre 2014

La predazione dell’oro diventa un timore globale

La stupefacente scomparsa di oltre 40 tonnellate in lingotti d’oro dai forzieri dello stato Ucraino sta innescando una corsa al rientro dell’oro patrio a livello mondiale. L’Olanda sta facendo rientrare in patria un controvalore di 5 miliardi di dollari
del prezioso metallo stivati a New York, un quinto delle sue 612,5 tonnellate. Operazioni simili sono state proposte anche in Francia, Germania e Svizzera. Nel frattempo, giusto nella confederazione elvetica, si svolge il 30 novembre un referendum per fare rientrare l’oro svizzero dai caveau di Gran Bretagna e Canada. In Francia, recentemente Marine Le Pen ha chiesto alla banca nazionale di fare rientrare l’oro depositato all’estero nonché un inventario delle 2435 tonnellate d’oro esistente in carico alla Banque de France.. Già nel 2013 la Germania aveva tentato, non riuscendoci, di riappropriarsi dell’oro tedesco depositato in USA e Francia. Il 45% dell’oro germanico è custodito a New York. Molte nazioni tengono depositate parte delle loro riserve auree negli Stati Uniti. Una scelta che ora si rivelerà una trappola, a mio avviso. Probabilmente queste mosse sono dettate dal timore che gli USA, una volta innescata una terza guerra mondiale, possano impunemente rubare l’oro europeo come ho già paventato. Anche se nessun organo d’informazione lo ha scritto, che io sappia, gli americani hanno forse sottratto l’oro nazionale a tutti i paesi che hanno invaso e distrutto quali Iraq, Afghanistan, Libia, eccetera. La crisi europea e l’euro sono, con tutta probabilità, una abile messa in scena per costringere gli stati “indebitati” a cedere le loro riserve onde “risanare i conti”. La Grecia lo ha già fatto. Paesi emergenti come Russia, Cina e India stanno aggiudicandosi oro a più non posso, sul mercato internazionale, approfittando del calo della quotazione. Siamo ai preliminari del “risiko” che ci porterà verosimilmente a un conflitto globale ma delle manovre attorno al metallo giallo sui giornali non si parla. Il silenzio è d’oro!

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